L’escursione in Val Curiasca è un anello di circa 10 km e 400 metri di dislivello, con partenza da Barche, nel comune di Coli. Siamo sulla sponda destra della Val Trebbia, lungo un percorso che attraversa boschi, piccoli borghi, torrenti, ponti antichi, cascate e radure.
La particolarità della Val Curiasca
I torrenti Curiasca sono due, nascono entrambi nel comune di Coli ma il primo si getta nella Trebbia nei pressi di San Salvatore di Bobbio, mentre il secondo che è il Curiasca di Rosso, quello di questa escursione, finisce nella Trebbia in zona Brugnello.
Informazioni utili sull’escursione in Val Curiasca
- Partenza e arrivo: Barche, comune di Coli
- Quota di partenza: circa 985 metri
- Tipologia: percorso ad anello
- Lunghezza: circa 10 km
- Dislivello: circa 400 metri
- Tappe principali: Barche, Costiere, Rosso, Metteglia, Piano di Robecco
È un percorso vario: ci sono tratti su strada asfaltata, sentieri nel bosco, passerelle in legno, attraversamenti vicino al torrente e punti panoramici. Non è un itinerario da affrontare di fretta, è semplice ma bisogna comunque prestare attenzione e indossare abbigliamento adatto.
Da Barche a Costiere
Si parte da Barche, a 985 metri di altezza, dalla chiesa del Sacro Cuore. È una chiesa in stile neogotico, con la facciata in arenaria, su cui si legge la data 1933. Come spesso succede nei paesi piccoli dell’Appennino, è la chiesa a dire che lì c’è un paese. Intorno ci sono poche case, ma poco più in là resta anche il nucleo più antico, con angoli ancora bellissimi, anche se ormai molti sono in rovina. È un borgo ricco di storia e si possono trovare, sulle case, pietre con antiche iscrizioni.
Da Barche si prende la direzione di Costiere. I due borghi distano poche centinaia di metri e questo primo tratto è su strada asfaltata.
È da qui che, sulla sinistra, parte il sentiero che porta a Rosso.
Il ponte sul Curiasca e l’arrivo a Rosso
La prima parte nel bosco è tutta sotto castagni e faggi che creano una bella ombra in primavera e estate. La prima tappa importante è il ponte antico sul Curiasca di Rosso. È un ponte in sasso, e sotto si possono vedere numerose stalattiti. La prima volta che l’ho visto mi ha davvero colpito, è un ponte che non ti aspetteresti lì.
Il ponte fu costruito per raggiungere più facilmente l’abitato di Rosso, dove si arriva dopo una breve salita.
Rosso è un antico borgo di case in pietra. Qui c’è stata la prima sede del municipio, trasferita in seguito a Cornaro, ed era un punto di passaggio piuttosto importante. Le zone elevate erano quelle più abitate, dove c’erano i pascoli, l’acqua, i mulini. E qui, a Rosso, non mancava nulla, c’era la posta dei cavalli, l’ufficio postale, la scuola, una caserma.
Altro punto importante di Rosso la chiesa di San Lorenzo Martire edificata a metà Cinquecento. All’inizio del Seicento venne elevata a parrocchia e nel 1895 fu chiusa al culto. Dalle notizie trovate, l’attuale edificio fu edificato tra il 1929 e il 1933. Proprio a lato della chiesa riparte il sentiero che porta fino a Metteglia.
Da Rosso verso Metteglia
Questo tratto è uno dei più belli dell’anello. Il sentiero prosegue nel bosco dove si attraversano due passerelle in legno su un torrente e, in mezzo al verde, ecco comparire anche una splendida cascata. Questa merita una pausa.
Metteglia, alle falde del Monte Zuccaro
Recinti con mucche e caprette curiose accolgono a Metteglia. Qui siamo a 1059 metri, alle falde del Monte Zuccaro. È citata nella Tavola Traiana come Pagus Metelianus ed è un paese ben tenuto. La chiesa di San Rocco, del XVII secolo, guarda verso il paese, che resta un po’ spostato. È una posizione bella, aperta, con il borgo poco più in là e i pascoli intorno.
Metteglia appartenne al comune di Coli fino al 1953, insieme a Ozzola, oggi invece fa parte del comune di Corte Brugnatella.
Dal lato sinistro della chiesa di San Rocco riparte il sentiero. Da qui si torna a salire.
Piano di Robecco
Il sentiero prosegue fino al Piano di Robecco. Dopo i tratti nel bosco, qui il paesaggio cambia. Si arriva in una radura con cespugli bassi e una vista che si apre tutto intorno. Tra fine aprile e il mese di maggio si possono ammirare tantissime orchidee sambucine.
Qui il territorio cambia completamente e la vista dal crinale è incredibile. Da Piano di Robecco inizia l’ultimo tratto dell’anello, tutto in discesa, che riporta verso Barche, da dove siamo partiti.
Come raggiungere Barche – Coli (PC)
Questa escursione in Val Curiasca mi è piaciuta proprio per la sua varietà. Non c’è un unico elemento dominante: ci sono i borghi, il bosco, il torrente, le passerelle, la cascata, i prati, le fioriture e quella sensazione di camminare su vie che prima erano semplicemente strade di vita. La Val Curiasca resta un po’ defilata rispetto ai luoghi più conosciuti della Val Trebbia. Ma forse è proprio questo il suo bello.


