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L’ Oratorio di Sant’Anna sulla Pietra Perduca

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L’oratorio di Sant’Anna sulla Pietra Perduca , in Val Trebbia, è uno di quei luoghi che quasi tutti vedono, ma pochi conoscono davvero. Si sale sulla roccia, si guarda il panorama, si resta colpiti da quel luogo unico e poi si passa accanto a questa piccola chiesa quasi sempre chiusa, senza avere davvero l’opportunità di visitarla. È anche per questo che ho deciso di raccontarla e di portarti al suo interno.Perché è proprio qui che si concentra una parte profonda della storia di questo luogo.

Dove si trova l’oratorio

Questo è uno dei luoghi più affascinanti della Val Trebbia emiliana. Ci troviamo nel comune di Travo in provincia di Piacenza

Le origini dell’oratorio di Sant’Anna

Non esiste una data certa che racconti l’inizio di questo oratorio, ma si sa che una volta l’oratorio era dedicato alla Madonna Assunta. Le informazioni più sicure arrivano da documenti conservati nell’archivio diocesano di Piacenza e risalgono alla metà del Cinquecento

Su una lapide, ancora oggi visibile vicino all’altare, compare una data: 1514. Per molto tempo si è pensato che fosse l’anno di costruzione, ma alcuni elementi pittorici raccontano qualcosa di diverso. Si pensa che questo oratorio risalga al X secolo.

Il terremoto e la ricostruzione dell’oratorio di Sant’Anna sulla Pietra Perduca

Nel 1117 un violento terremoto colpì gran parte del nord Italia. Si pensa che anche l’oratorio sulla Pietra Perduca abbia subito danni importanti in quell’occasione. La data del 1514 potrebbe quindi non indicare la costruzione, ma una fase di ricostruzione o restauro successiva.

Un luogo sacro prima del cristianesimo

Per capire davvero questo oratorio bisogna fare un passo indietro. La Pietra Perduca è un complesso ofiolitico affiorato durante eruzioni vulcaniche di milioni di anni fa. Sulla sua sommità si trovano vasche scavate nella roccia – oggi chiamate “letti dei santi” – legate a culti antichi, probabilmente connessi all’acqua e a divinità pagane. Si parla anche del culto del dio Penn, un’antica divinità celtica.

Nel tempo, questi culti non sono scomparsi. Sono stati trasformati. L’oratorio di Sant’Anna nasce proprio sopra questa sacralità preesistente e potrebbe rappresentare un riuso cristiano di un antico santuario pagano.

L’interno dell’ oratorio di Sant’Anna sulla Pietra Perduca

Come dicevo, entrare nell’oratorio non è semplice. Le occasioni in cui è aperto sono poche, e proprio per questo l’ingresso diventa qualcosa qualcosa di raro. È piccolo, raccolto, ma ricco di storia. I recenti restauri hanno riportato alla luce ciò che l’intonaco aveva nascosto per anni: pareti affrescate. Oggi restano solo frammenti, ma bastano per intuire quello che doveva essere.

Sulla parete destra si trova San Michele intento a pesare le anime dei defunti.
Sulla sinistra compaiono invece diverse figure: San Nicola, San Colombano, San Giorgio, la Madonna del latte e una Madonna col Bambino

L’ingresso e i segni del passato

L’oratorio che si vede oggi non è identico a quello originario. Un tempo si accedeva attraverso un sentiero scavato direttamente nella roccia. Anche l’ingresso era diverso, collocato sulla parete sinistra, e ancora oggi se ne riconoscono i segni.

L’attuale porta presenta un architrave in pietra, probabilmente recuperato da un altro edificio, con un’iscrizione difficile da interpretare. Anche qui, tutto parla di riuso, trasformazione, passaggio.

Le leggende: l’impronta della Madonna

Come spesso accade nei luoghi così antichi, anche qui la storia si intreccia con la leggenda. All’interno dell’oratorio si conserva una pietra che, secondo la tradizione, porta l’impronta del passo della Vergine Maria

Come arrivare all’oratorio di Sant’Anna sulla Pietra Perduca

L’oratorio si trova sulla sommità della Pietra Perduca, in Val Trebbia, nel territorio di Travo.

Per raggiungerlo hai tre possibilità:

  • prendere la strada da Travo verso la Pietra Parcellara e imboccare il sentiero segnalato
  • arrivare in auto fino a Montà, raggiungere a piedi l’area feste e proseguire lungo il breve sentiero
  • partire da Vei e percorrere a piedi la strada sterrata (più impegnativa), arrivando da sotto.

Da Travo (PC) prendere la SP68 che porta alla Pietra Parcellara. Da qui parte un sentiero semplice e veloce (circa 20 minuti) per arrivare alla Pietra Perduca. Qui sotto ti lascio il punto preciso della partenza. I posti auto sono pochi ma se sali di qualche metro troverai uno spiazzo più ampio.

Da Travo (PC) prendi la strada per Donceto e poi segui le indicazioni per Corbellino-Montà. Arrivato al piccolo borgo di Montà potrai proseguire a piedi fino all’area delle feste (200 metri fuori dal borgo) e da lì parte il sentiero. Da qui impiegherai 10 minuti. Qui sotto sempre il punto di partenza a piedi.

Infine da Travo puoi arrivare in auto a Vei. Qui potrai parcheggiare. A piedi prosegui sulla strada per Località Fugazza (la strada è carrabile ma è messa molto male, te la sconsiglio in auto). Questo è il tragitto più pesante ma arriverai alla Pietra Peduca da sotto e passerai accanto a una quercia secolare (che ammirerai anche dall’alto)

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