Ci sono luoghi che sembrano disegnati dalla fantasia, eppure sono reali. Il Castello della Pietra di Vobbia è uno di questi.
Erano anni che desideravo andarci e quando l’ho visto sbucare tra le pieghe della montagna, incastonato tra due giganteschi speroni di roccia come un antico guardiano della valle, è stato emozionante. Non si impone, non grida la sua presenza, si lascia scoprire, piano piano, mentre il sentiero ti accompagna, tra i boschi, a svelare le curve della Val Vobbia.
Ci vuol poco per capire che non si è venuti fin qui per visitare un semplice castello, ma per entrare in un luogo che, più che raccontare la storia, sembra farne parte da sempre.
Io ci sono arrivata percorrendo il Sentiero dei Castellani e posso dire che la salita attraverso i boschi rende quasi magico l’incontro con questa fortezza che, scorta nell’ultimo tratto del sentiero tra gli alberi, si manifesta improvvisamente nella sua grandezza, incastonata tra due imponenti torrioni di puddinga, come se la montagna stessa l’avesse partorita.
Un capolavoro scolpito nella roccia
Il Castello della Pietra non è costruito sopra una montagna, è parte della montagna stessa. Le sue mura sembrano prolungare i due enormi torrioni di puddinga, una roccia conglomerata che dà forma a tutto il paesaggio circostante.
Gli antichi costruttori sono stati geniali, non hanno contrastato la natura, ma l’hanno assecondata. Hanno chiuso lo spazio tra i due speroni, integrandovi sale, camminamenti e scalinate in un abbraccio di pietra che ancora oggi lascia senza parole.
Per questa sua struttura unica, il castello ha ispirato, nel tempo, anche suggestioni poetiche. Qualcuno lo ha definito “un nido d’aquila”, aggrappato ai monti come per sfidare il cielo. Altri lo hanno denominato “il grigio dragone pietrificato”, immaginando quei torrioni come ali ripiegate e la roccaforte come il cuore di una creatura antica addormentata nella roccia.
Un luogo che sfuma tra storia e leggenda, proprio come le terre selvagge che lo circondano.
Le origini misteriose
La nascita del Castello della Pietra è avvolta dal mistero. Non esistono documenti che ne attestino con certezza la data di costruzione, ma si ritiene che l’impianto originario risalga all’XI secolo quando, in tutta la Liguria, le comunità rurali cercavano protezione sui crinali e sulle vie di collegamento tra la costa e la pianura.
La prima citazione ufficiale compare solo nel 1252, quando nei documenti viene nominato Opizzone della Pietra, signore del castello e dei territori circostanti. Da allora, il nome della famiglia si intreccia indissolubilmente con quello della fortezza: i della Pietra, custodi di una roccaforte tanto solida da sembrare eterna.
Eppure, anche senza date certe, basta guardare la posizione strategica del castello per intuirne lo scopo primordiale: sorvegliare le valli, proteggere i passaggi, dominare un territorio selvaggio che da sempre sfida chiunque tenti di attraversarlo.
Le famiglie del castello
Dopo Opizzone, il Castello della Pietra continuò a essere il cuore pulsante del potere nella valle. Alla morte di Guglielmo della Pietra, ultimo della sua linea diretta, la fortezza passò ai potenti Spinola, una delle più influenti famiglie nobiliari di Genova.
Gli Spinola ne fecero un importante baluardo di controllo, sfruttandone la posizione per presidiare le vie di transito tra l’entroterra e la costa ligure. Ma, nel 1518, con il testamento di Tolomeo Spinola, il castello venne lasciato agli Adorno, un altro nome pesante della storia genovese.
Nonostante il prestigio dei nuovi proprietari, il destino del Castello della Pietra non fu sempre sereno. Nel 1579, una banda di briganti riuscì ad espugnarlo approfittando dell’isolamento e forse anche di qualche complicità locale. Fu riconquistato poco dopo, ma da quel momento il castello iniziò lentamente a perdere la sua importanza strategica.
Nel 1620, con l’annessione ai domini dei Pallavicino, il feudo perse definitivamente ogni autonomia. Il castello restò un simbolo di potere, ma la sua funzione militare ormai apparteneva al passato.
Il lento declino e l’abbandono
Come spesso accade ai luoghi di confine, anche il Castello della Pietra vide la sua gloria spegnersi lentamente. Con la fine dei feudi imperiali e l’arrivo delle truppe napoleoniche, nel 1797, la fortezza perse ogni funzione amministrativa e difensiva. Abbandonato a sé stesso, il castello venne progressivamente saccheggiato, incendiato, e privato di tutto ciò che poteva essere riutilizzato nei paesi vicini: legno, metallo, persino parti delle mura. Le sue sale si svuotarono, le torri si spogliarono, e la natura iniziò lentamente a riprendersi gli spazi.
Durante l’Ottocento, la proprietà cambiò più volte mano: passò prima ai Botta Adorno, poi ai Cusani Visconti e, infine, ai Beroldo.
Ma nessuno di loro si prese davvero cura della roccaforte. Il castello continuò a deteriorarsi, diventando un rudere silenzioso, noto ai pochi viandanti che ancora ne osservavano la sagoma tra le rocce.
Il restauro e la rinascita
Dopo secoli di abbandono, il destino del Castello della Pietra cambiò finalmente corso nel 1979, quando la famiglia Beroldo decise di donarlo al Comune di Vobbia. Fu questo un gesto che segnò l’inizio di una nuova vita per questa fortezza silenziosa.
Nel 1981 partirono i primi interventi di restauro, grazie anche all’impegno del Centro Studi Storici dell’Alta Valle Scrivia e della Soprintendenza.
I lavori furono lunghi e complessi: si trattava non solo di mettere in sicurezza le strutture, ma anche di restituire dignità a un luogo che, pur ridotto a rudere, conservava un’anima potente. La vera svolta arrivò nel 1994, quando il castello venne ufficialmente aperto al pubblico.
Oggi la gestione è affidata all’Ente Parco Naturale Regionale dell’Antola che ne cura non solo la manutenzione, ma anche la valorizzazione culturale, organizzando visite, eventi e attività che permettono di riscoprire l’antico legame tra natura e storia. Grazie a questo lungo lavoro di recupero, oggi possiamo camminare tra quelle mura di pietra, respirare la loro storia e lasciarci sorprendere da un luogo che sembrava destinato all’oblio.
Informazioni utili per la visita
Il Castello della Pietra è visitabile da aprile a ottobre, nelle giornate di domenica e nei giorni festivi. Le visite si svolgono esclusivamente con l’accompagnamento di una guida, a orari fissi, per permettere di scoprire al meglio la storia e i segreti di questo luogo straordinario.
Per tutti i dettagli aggiornati su orari, tariffe, modalità di prenotazione e aperture straordinarie, vi consiglio di consultare il sito ufficiale del Parco Naturale Regionale dell’Antola, che gestisce il castello e ne cura la valorizzazione.
Non dimenticate scarpe comode: il percorso a piedi, anche se breve, attraversa tratti sterrati e scalinate in pietra.
Come arrivare al Castello della Pietra
Raggiungere il Castello della Pietra è già di per sé parte dell’esperienza: il paesaggio, strada facendo, si fa sempre più selvaggio, e l’incontro con la roccaforte, tra i torrioni, diventa il premio finale.
In auto, si può percorrere l’autostrada A7 Genova-Milano, uscita a Isola del Cantone e proseguimento lungo la SP8 verso Vobbia. Per chi arriva da sud, l’uscita è Busalla e seguendo la SP9 in direzione Crocefieschi e poi Vobbia.
Superato il Ponte di Zan, i primi segni del castello iniziano a spuntare tra le rocce. Poco dopo, sulla sinistra, si trova un parcheggio segnalato, punto di partenza per la visita a piedi.
Dal parcheggio, si prosegue lungo la strada asfaltata per qualche centinaio di metri, fino a incontrare, sempre sulla sinistra, l’imbocco del sentiero (segnalato con un pallino giallo). Il percorso è breve e accessibile: risale dolcemente attraverso il bosco fino a raggiungere una struttura in legno con servizio bar, ideale per una sosta prima dell’ultimo tratto di salita.
Il Sentiero dei Castellani
Per chi vuole vivere un’esperienza più autentica, esiste anche l’opzione del Sentiero dei Castellani. Questo percorso storico parte dalla località Torre (490 m) nel comune di Vobbia e raggiunge il castello (580 m) attraverso un tragitto immerso nella natura con un tempo di percorrenza di circa 2 ore.
Il sentiero attraversa boschi e crinali, offrendo scorci spettacolari sulla valle e un approccio graduale e suggestivo alla rocca, proprio come facevano i castellani di un tempo.
Sia che scegliate il sentiero breve, sia che optiate per quello più lungo, l’arrivo al Castello della Pietra sarà sempre un incontro emozionante, capace di ripagare ogni passo
