Era da anni che volevo vedere il famoso Presepe di Pentema. Finalmente ci sono riuscita. E oggi posso dirlo: ne è davvero valsa la pena.
La strada per arrivare è una di quelle che mettono alla prova la pazienza. Stretta, piena di curve, qui non si corre, si guida con attenzione e rispetto. Serve calma. Ma è proprio questo tempo lento, questo procedere senza fretta, che ti prepara a quello che stai per incontrare.
Il borgo di Pentema
Pentema è una frazione del comune di Torriglia, situata a 839 metri di altitudine, nella Val Pentemina, ai piedi del Monte Prelà, dove nasce il fiume Trebbia. Nonostante la relativa vicinanza a Genova, questo borgo ha vissuto per decenni quasi isolato, e proprio questo isolamento ha permesso di conservare intatto il suo impianto urbanistico.
Le prime notizie di questo borgo risalgono al 1453. Qui nulla è stato stravolto: le vie degradano lungo il pendio, le case seguono la logica della montagna, tutto è rimasto sorprendentemente coerente.
Durante il periodo del Presepe, il lavoro dei volontari che anima questo borgo è evidente. I turisti che arrivano sono tantissimi, soprattutto nei weekend quando ci sono eventi collaterali come i concerti. Tutto il lavoro trasmette la passione, la memoria e un amore profondo per questo luogo.
La prima tappa: orientarsi per non perdersi nulla
Sulla strada che porta all’ingresso del borgo si incontra un piccolo negozietto di souvenir. Qui è possibile prendere gratuitamente una cartina del presepe. Un consiglio sincero: prendila. È davvero indispensabile per non perdere nemmeno una scena.
Una volta all’interno del borgo, il percorso è comunque ben segnalato con indicazioni chiare che guidano passo dopo passo tra le varie tappe. Ma la mappa aiuta a dare un senso al viaggio, a capire dove ci si trova e cosa manca ancora da scoprire.
Un presepe che nasce dal borgo
Il Presepe di Pentema non è un presepe “messo” nel paese. È il paese stesso a diventare presepe. Dal 1994, tra dicembre e gennaio, i vicoli, le aie, le case e ogni spazio del borgo ospitano scene di vita contadina ricostruite con una cura impressionante. Ci 39 scene, segnalate lungo un percorso accuratamente studiato.
I personaggi sono a grandezza naturale, vestiti con abiti d’epoca veri, recuperati dai guardaroba degli anziani del paese, i volti sono modellati a mano, vere opere d’arte. Sembrano talmente reali che ti può capitare di scambiarli per persone di passaggio.
Quello che incontri camminando tra le vie di Pentema sono scene di vita quotidiana che restituiscono con incredibile precisione la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
Mestieri, vita quotidiana e dettagli che emozionano
Nel presepe si trova davvero di tutto. C’è l’asino al trogolo, i pastori, le lavandaie chine sull’acqua, il falegname intento nel suo lavoro, il medicone, la carbonaia, il ciabattino, il forno, gli animali che animano le corti.
Una delle scene che più mi ha colpita è l’aula scolastica, perfettamente ricostruita: gli arredi, la maestra, gli alunni seduti ai banchi. Un’immagine potente, semplice, che trasmette l’idea di comunità, quella comunità che una volta animava le vie di Pentema. Ogni scena è collocata in un punto preciso del borgo, spesso dove proprio quell’attività veniva realmente svolta. Nulla è casuale
Il percorso e l’ultima tappa
Il percorso completo comprende 39 tappe. La visita richiede circa due ore.
L’ultima tappa conduce alla Chiesa, e poco distante si trova la Natività, allestita in una tipica antica stalla ligure.
Un’esperienza adatta anche ai cani (con rispetto)
Una cosa importante da sapere: i cani possono venire. Io ho portato con me Ben, e non abbiamo avuto alcun problema. Ovviamente viene richiesto rispetto: per il borgo, per le persone, per gli spazi. Ma su questo Pentema è organizzata benissimo: ci sono tantissimi bidoncini lungo il percorso. Insomma, non ci sono scuse. La bellezza di un luogo si tutela anche con piccoli gesti di civiltà.
Punto ristoro
Durante il periodo natalizio, in occasione dell’apertura del Presepe, c’è anche un punto ristoro dove bere un caffè, una cioccolata calda, un caffè o anche mangiare una buona focaccia genovese
La strada panoramica che conduce a Pentema
L’ho lasciata per ultima ma anche la strada per arrivare a Pentema merita. Lo so è stretta e a curve ma, prima di entrare nel bosco, ti regala un panorama spettacolare: da un lato le Alpi Marittime innevate, dall’altro l’Appennino ligure con il riconoscibilissimo Monte Fasce (riconoscibile dopo che mi hanno spiegato come) e, oltre, il Golfo di Genova e il mare. Nelle giornate limpide, se si è fortunati, si possono persino intravedere alcune navi in lontananza. Poi il bosco si chiude, la strada curva ancora diverse volte, fino a quando non compare Pentema sulle pendici del Monte Prelà. Un borgo raccolto e compatto, perfettamente conservato, fatto di case in pietra addossate l’una all’altra. Un luogo che si è davvero fermato nel tempo (infatti i cellulari non prendono).
COME RAGGIUNGERE IL PRESEPE DI PENTEMA
L’unico modo per raggiungere Pentema è con l’auto e, per visitare il presepe, una volta arrivato, dovrai seguire le indicazioni “presepe” dove troverai un parcheggio e alcune strade dove poter parcheggiare.
Da Piacenza prendi la SS45 in direzione Genova, esci a Torriglia e poi segui le indicazioni per Donetta-Pentema
Da Genova prendi la SS45 in direzione Piacenza, esci a Torriglia e poi segui le indicazioni per Donetta-Pentema
Da Milano o Torino ti consiglio l’autostrata A7, esci a Busalla e poi raggiungi Torriglia. Da qui segui le indicazioni per Donetta-Pentema.