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Pigazzano: il borgo tra due valli

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  • Categoria dell'articolo:La valtrebbia
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Non serve scalare montagne o percorrere chilometri infiniti per sentirsi sospesi tra terra e cielo. A volte basta un borgo come Pigazzano, incastonato a 464 metri di altitudine, in quella fascia dove la Val Trebbia sfuma nella Val Luretta, tra boschi, sentieri e viste che all’improvviso si aprono come quinte teatrali.

Siamo nel comune di Travo, in un luogo che, pur nelle sue dimensioni contenute, ha una storia antica.

Una storia che comincia da lontano

Già in età romana, Pigazzano faceva parte del pagus Ambitrebius, come riportato nella tabula alimentaria traianea. Resti e reperti sono stati trovati nei pressi del crinale, nelle località di Campo Arbarone, Ceresola e Pian di Tacchino. Anche in epoca longobarda la zona era abitata: una tomba, risalente tra la fine del VI e l’inizio del VII secolo, lo conferma.

Nel 1234, il castello del paese, allora rifugio per i ghibellini, fu assalito dai guelfi. Nel corso dei secoli subì incendi, restauri, passaggi di mano, fino a diventare proprietà degli Anguissola che lo mantennero fino al Seicento. Venne poi incendiato nel 1636, durante l’occupazione spagnola e, successivamente, trasformato in residenza nobiliare.

La struttura, oggi in parte residenziale, si sviluppa su tre livelli e conserva una pianta a U, con una torre all’angolo nord-ovest e un ingresso orientato a nord-est. Varcato l’arco ribassato della loggia, si accede a un cortile interno, chiuso su un lato da una cinta muraria con merlature. L’edificio è una fusione tra elementi medievali originari e modifiche ottocentesche, mentre il giardino attuale è stato sistemato nel corso del Novecento.

Un insieme armonico e ricco di memoria che racconta secoli di storia e trasformazioni.

Santa Maria Assunta: una terrazza sul mondo

Nel 1676 venne ricostruita la chiesa di Santa Maria Assunta, dopo che il precedente edificio religioso andò distrutto. Oggi, la sua facciata barocca, con le statue di Santa Teresa e di San Francesco e un grande affresco centrale parecchio rovinato, accoglie chi sale fin quassù. Ma è il sagrato a fare la differenza: trasformato in terrazza panoramica nel 1895, si affaccia sulla pianura Padana con una visuale che, nelle giornate limpide, arriva fino all’aeroporto di Linate.

Una veduta che emoziona sempre, soprattutto di sera, quando le luci della pianura si fondono con le stelle e Pigazzano si trasforma in un punto d’osservazione privilegiato. Anche per questo, la terrazza è stata segnalata ai “Luoghi del Cuore” del FAI, nella speranza di preservarla.

 

Un cielo da guardare in silenzio

Proprio grazie alla sua posizione, Pigazzano è uno dei pochi luoghi dove il cielo notturno è ancora visibile come una volta. Qui le stelle non sono solo decorative, ma pure protagoniste. Lo sono ogni notte, ma soprattutto a Ferragosto, durante la tradizionale sagra “Pigazzano sotto le stelle”, una tre-giorni che porta musica, festa e tanta voglia di stare insieme.

Come arrivare a Pigazzano

Pigazzano è raggiungibile dalla Strada Provinciale 76 che si dirama dalla SP40 nei pressi di Statto. La strada sale dolcemente tra le colline, regalando scorci sulla vallata e conducendo lentamente in un mondo che sembra essersi fermato.

Una volta arrivati, basta parcheggiare e camminare, perdersi tra le pietre antiche, guardare il cielo, ascoltare il silenzio. E magari ricordarsi che anche i luoghi più piccoli possono custodire la grandezza delle cose autentiche.