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La Torre Malaspina di Zerba

Sono tornata in Val Boreca, finalmente con Ben. Dopo un’estate difficile, poter camminare di nuovo insieme ha un valore davvero speciale. Abbiamo scento un sentiero semplice e così siamo tornati alla Torre Malaspina di Zerba.

Basta una breve passeggiata dal borgo per raggiungere la torre e affacciarsi su uno dei panorami più belli della Val Trebbia: i meandri del fiume a Losso, visti dall’alto. In questi giorni di inizio autunno lo spettacolo è ancora più speciale, con il bosco che comincia a cambiare colore e le curve del Trebbia sotto di noi.

Come raggiungere la Torre Malaspina di Zerba

Il sentiero parte dal borgo di Zerba, in provincia di Piacenza, in Val Boreca. Cerca il cartello con la scritta “Castello Malaspina” e segui la strada che sale in mezzo alle case. Superato il paese, la strada diventa un sentiero nel bosco.

Lungo il percorso si incontra un bivio: un ramo è più complicato e sconsigliato, come indicano anche i cartelli sul posto. Basta scegliere quello indicato come semplice per proseguire verso la torre. Seguendo questo percorso, in meno di venti minuti dal borgo si arriva alla Torre Malaspina e al suo punto panoramico. Una passeggiata breve, ma pur sempre su un sentiero: per affrontarla scegli scarpe adatte e segui le indicazioni presenti.

Il panorama sui meandri di Losso

Quando arrivi alla torre, capisci subito perché questo luogo sia stato scelto per costruire una fortificazione. La posizione, sullo spartiacque tra la Val Boreca e la Val Trebbia, permetteva di dominare entrambe le valli. Ancora oggi la vista è pazzesca. Il Trebbia disegna i suoi meandri a Losso, tra versanti boscosi e montagne che si susseguono in lontananza. Siamo sopra la centrale idroelettrica del Boreca e quella sul Trebbia, proprio a Losso: il panorama abbraccia questo tratto di valle e permette di osservarlo da una prospettiva completamente diversa.

Qui vale la pena fermarsi, guardare il corso del fiume, riconoscere i luoghi che di solito attraversiamo lungo la strada e scoprirne la forma dall’alto.

La storia della Torre Malaspina

La sia storia potrebbe cominciare molto prima del castello medievale, infatti su questa altura potrebbe essere esistito un castelliere degli antichi Liguri, parte di un sistema di difesa e controllo del territorio.

Gli avamposti sulle alture servivano a sorvegliare le vie d’accesso, riscuotere pedaggi e segnalare l’arrivo dei nemici. Avevano creato una rete di torri collegati visivamente con i castelli principali, che comunicavano attraverso di fumo. Le origini della fortificazione di Zerba restano però incerte e non conosciamo la data di costruzione del torrione.

Un riferimento documentato risale al 1164, quando la località viene ricordata nell’investitura concessa da Federico Barbarossa alla famiglia Malaspina. Il documento non cita espressamente la torre rotonda, che potrebbe essere stata già presente. Nel 1266, con la divisione dei possedimenti tra i diversi rami della famiglia, Zerba passò ai Malaspina dello Spino Secco, nel marchesato di Pregòla.

I secoli successivi furono segnati da passaggi di proprietà, congiure e confische. Nel 1361 il castello fu donato a Galeazzo Visconti, che nel 1367 lo assegnò a Simone de Novanton. Quest’ultimo venne poi accusato di aver congiurato contro il duca e decapitato nel 1371; i suoi beni passarono al consigliere ducale Stefanolo Porri. Dopo ulteriori passaggi, i possedimenti arrivarono ai figli del Porri. Anche loro furono accusati di tradimento e decapitati, e i Malaspina di Pregòla tornarono in possesso di Pej e Zerba. Per circa duecento anni il feudo di Zerba rimase poi nelle mani di diversi rami della famiglia Malaspina.

Cosa resta del castello

Già nel 1870 il complesso era quasi completamente in rovina. Rimanevano la base della torre rotonda e alcuni tratti della cinta muraria. Il torrione era costruito con pietra locale, legata con malta di calce e sabbia del Trebbia. Era costituito da un piano superiore con feritoie e da un ambiente più basso coperto da una volta in pietra. Accanto alla torre si trovava anche una cisterna per raccogliere l’acqua piovana, profonda circa due metri. Il primo intervento di consolidamento promosso dall’Amministrazione comunale risale all’estate del 1979. I lavori e gli interventi successivi servirono a mettere in sicurezza le murature, recuperare la cisterna, proteggere la torre con una copertura in legno e sistemare lo spazio circostante.

Tornare qui, finalmente con Ben

Questa volta, oltre al panorama e alla storia, c’era la gioia di essere di nuovo qui con Ben. Dopo i mesi difficili dell’estate, ritrovare una delle nostre passeggiate in valle è stato bello proprio per questo: poter tornare a condividere un sentiero e un luogo che ci piace.

La Torre Malaspina di Zerba merita una visita per la sua storia e per quella vista sui meandri di Losso che, da sola, vale la salita.