I TRITONI DELLA PIETRA PERDUCA

Sulla Pietra Perduca si respira un’atmosfera intrigante. Una scalinata conduce alla chiesetta di Sant’Anna, eretta nel X secolo. Lasciando alla nostra destra la chiesa, dei gradini naturali, nella parete della Pietra, ci permettono di raggiungere la sua sommità.
Qui ci sono due vasche, scavate nella roccia in epoche antiche, forse durante l’Età del Bronzo, dette “letti dei santi”. Forse semplici raccoglitori di acqua piovana servita ad insediamenti primitivi.
Le due vasche ospitano tutte e tre le specie di tritoni presenti nel nord Italia: il tritone crestato, quello punteggiato e quello alpino. Sono anfibi molto delicati e hanno bisogno di acque piuttosto pure per rimanere in vita. Sulla Pietra Perduca, l’acqua sembra non evaporare in estate e non ghiacciare in inverno e probabilmente le piante acquatiche la mantengono pulita.
In primavera, i tritoni danno vita alla loro parata nuziale. Si corteggiano. I maschi cambiano aspetto, si agghindano di creste, di frange caudali, assumono colori più accesi, si fanno sempre più attraenti e, alla fine, depositano una piccola massa di spermatozoi nell’acqua davanti alla femmina la quale vi preme sopra la cloaca, raccoglie il seme al suo interno e feconda le uova. Nel giro di 24 ore le uova vengono deposte nel substrato delle foglie delle piante acquatiche. Nasceranno dei girini che cresceranno in fretta.

Conosciamoli un po’.

Il tritone alpino è il meno adattabile all’inquinamento delle acque e quindi quello più a rischio nel nostro Paese. Non abbandona mai l’acqua e il minimo danno biologico al suo habitat (pesticidi, detersivi, ecc.) si ripercuote sulla sua sopravvivenza. Il maschio, nel periodo degli amori, sfoggia una livrea di rara bellezza: una cresta dorsale giallastra macchiettata di nero, i fianchi blu lungo cui corrono una striscia turchese e una fascia bianco-azzurrognola anch’essa maculata di nero, il ventre rosso-aranciato. La femmina è più grossa ma meno appariscente: il suo ventre è di un arancio pallido, il manto varia dal verdognolo al beige e dal marrone al nero. Il ventre di questo tritone   non è mai maculato. La sua lunghezza varia da 8 a 10 cm.

Il tritone volgare o punteggiato riesce invece a sopportare un leggero inquinamento e anche la vicinanza dell’uomo. Colonizza spesso nei canali di irrigazione, laghetti o stagni, fontanili, pozze temporanee, l’importante è che questi luoghi siano senza pesci e ben riparati. Durante il periodo dell’accoppiamento, il maschio ha una  cresta leggermente ondulata che si estende lungo il dorso e la coda. La parte inferiore della coda ha un bordo di colore arancio e azzurro perlato. Le zampe sono palmate. Una striscia scura  corre lungo i due lati del capo,  parte dalla narice e, attraverso l’occhio, arriva al collo. I lati del corpo sono punteggiati di scuro. Il suo ventre ha centralmente una fascia che va dal giallo-arancione al rosso-arancione ed è punteggiato di macchie scure. I maschi misurano 7-9 cm. La femmina è un po’ più piccola (un’eccezione tra i tritoni), di colore marrone uniforme e senza macchie ai lati del corpo. Ventre e gola sono simili a quelli del maschio.

Il tritone crestato  maschio, durante il periodo degli amori,  presenta un’imponente cresta dorsale e caudale che lo fanno assomigliare ad un piccolo drago. Dorso e fianchi sono di colore da marrone scuro a nero, cosparsi di macchie nere tondeggianti. I lati sono punteggiati di bianco.  Lungo i lati della coda ha una banda color madreperla. La femmina è meno vistosa: non ha cresta, non ha macchie nere né sul dorso né sui fianchi e nemmeno la fascia chiara sulla coda ma, solitamente, è più grande del maschio con una lunghezza totale di 12-18 cm., il maschio misura 10-16 cm. Entrambi hanno il ventre di colore da giallo chiaro a rosso-arancione, cosparso di macchie o punti neri. Al di fuori del periodo nuziale, ad eccezione del ventre, gli animali sono di norma quasi completamente neri e la cresta dei maschi è molto ridotta.

La Convenzione di Berna protegge tutte le specie di tritoni italiani.

Fotografie ©LauraBadiini

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