DEL PALEOLITICO SI RACCONTA A TRAVO

Travo è situato sulla riva sinistra del fiume Trebbia. Dalla S.S. 45, appare al di là del ponte che sorvola il fiume. Colpisce immediatamente quella sua parte più antica: un gruppo di case dominate dal campanile e dal castello Anguissola. E’ quello che si potrebbe definire “inquadratura da cartolina”. Piace sempre questa visione a chi vuole portarsi via un ricordo del paese. E’ particolare in ogni stagione: col sole, al tramonto, con la neve o con la nebbia. Travo è quello, lo sguardo cade lì, anche se poi il paese si è sviluppato sia verso la collina che lungo la sponda del Trebbia. Ha una piscina, un campo da calcio, un asilo, scuole e negozi, bar e ristoranti.
Travo fu abitato fin dal paleolitico. Lo testimoniano gli scavi, iniziati nel 1995, in località Sant’Andrea. Ora ci si può addirittura avventurare nel Parco Archeologico Villaggio Neolitico di S. Andrea, realizzato grazie ai finanziamenti del comune, della Regione, della Comunità Europea, della Fondazione di Piacenza e Vigevano e  con la supervisione della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna.

Dobbiamo raggiungere però il borgo medioevale per poter visitare il Museo Civico Archeologico, aperto nel 1997, proprio nel castello Anguissola. Questo castello è appartenuto ai Malaspina, originari della Lunigiana. Subentrarono poi gli Anguissola, originari pare di Caverzago, che lo trasformarono in dimora signorile. Nel 1978 la contessa Maria Salini Anguissola donò il castello al Comune.

Nel Museo Civico Archeologico sono esposti reperti  rinvenuti nel territorio della media Val Trebbia e nella zona di S. Andrea, risalenti al paleolitico, al neolitico, all’età del rame, del bronzo e del ferro, dei Celti, dei Liguri e degli Etruschi fino all’epoca romana. Travo fu Colonia romana col nome di Trivia.
Nelle vicinanze di Travo, secondo la tradizione, si consumò il martirio di Sant’Antonino, santo patrono del paese, di Piacenza e della diocesi. Egli fu soldato romano, nacque probabilmente in Siria, si convertì al cristianesimo e fu decapitato nel 303 d.c. Le sue spoglie furono rinvenute nell’ipogeo di S.Maria in Cortina a Piacenza e, nel 388, furono riesumate per volere del vescovo S.Savino.
A Sant’Antonino Martire  è dedicata la Chiesa parrocchiale di Travo sorta nel periodo dell’ evangelizzazione in epoca romana e ampliata  più tardi.
Va ricordata anche la Chiesa della Beata Vergine Addolorata, in località Santa Maria di Travo. Questa sorse nel IV secolo nell’area già occupata da un tempio pagano, con materiale proveniente dal tempio della dea Minerva per la cui posizione reale non si è giunti ancora ad una conclusione, nonostante gli studi fatti. Ma della dea Minerva vi parleremo più avanti.

Travo, durante l’estate, offre, oltre ai bagni in Trebbia, un sacco di eventi  sia nei week-end che durante la settimana. Un paese che si vivacizza rivolgendosi a tutti, anche ai bambini. Per chi ha voglia di camminare e ammirare il paesaggio possiamo consigliare un giro alla Pietra Perduca o alla Parcellara.

 

 

Maria Zaga

Pensionata, pittrice, restauratrice, ama la lettura e la fotografia.

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