UNA TAPPA IMMANCABILE: IL CASTELLO DI CARISETO

Superando Cerignale e continuando la salita, vi sarà capitato di vedere una struttura sopra a uno sperone roccioso, quasi un tutt’uno con la montagna che lo ospita. Fin dalla prima volta attirò la mia curiosità: sia per il suo aspetto che per il suo passato allora a me ignoto.

Arrivati a Cariseto, basta seguire il percorso segnalato fra le case per giungere a questo gioiellino ricco di storia. Alcuni documenti parlano della sua esistenza già nel 972 d.C . Ma le prime vere notizie di questo maniero risalgono al 1052 quando fu concesso, dall’imperatore Enrico III di Franconia, al Monastero di San Paolo di Mezzano Scotti.

Nel 1164, Federico Barbarossa lo infeudò a Obizzo Malaspina. Il legame fra i due si fortificò quando, nel 1167, rientrando da Lucca in ritirata da Roma, dove la peste aveva decimato il suo esercito, l’Imperatore Federico I di Svevia, ovvero “Il Barbarossa”, fu salvato da truppe nemiche dal Malaspina che l’ospitò nel suo maniero a Cariseto.

Il castello fu ridotto in rovina nel XVI secolo durante la congiura dei Fieschi di Genova. Lo stesso fu ceduto ai Fieschi nel 1540 e poi ai Doria fino al 1797.

Ora di questo castello resta solo il robusto muraglione di cinta, retto da bastioni di rinforzo, che conserva le feritoie usate come bocche da fuoco, ai lati qualche traccia delle torri rotonde ma, all’interno, è quasi intatta la piazza d’armi e si possono anche scorgere le tracce di alcune camere. E’ affascinante passeggiare fra le sue rovine, cercando di immaginare come potesse essere un tempo. Ogni sasso ha visto persone di altre epoche, assistito ad eventi storici lontani.

E infine, il momento più affascinante. Giunti sulla parte più esterna del castello, si può godere di una vista strepitosa. Da qui, per un attimo, ci si può sentire re.

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